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Scritto da paolo
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mercoledì 03 giugno 2009 |
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Suonare, oggi, è oramai sinonimo di mera produzione più o meno gradevole di una serie di suoni in sequenze abbastanza indovinate. L’idea di Arte è spesso travisata perché si confonde l’Artista con il riproduttore artificioso dell’espediente musicale e col tempo si materializza una idea male allineata con il concetto di trasmissione che corre tra i vicoli delle emozioni.
Abituati a pensare l’essenza sonora come un accessorio decorativo del nostro agire quotidiano, tributiamo la Musica un valore sempre più esiguo che pian piano scompare dal nostro respirare, ci piace spesso bearci delle illusioni che lavorano febbrilmente per ricreare un ambiente che è solo nostro, spesso abbiamo bisogno del silenzio, spesso abbiamo bisogno di quella intimità violata dal chiasso ignorante che solo un equilibrio ideale potrebbe soccorrere. Così cerchiamo un sistema artificiale, meccanizzato quel tanto che basta per alimentare quell’armonia necessaria per produrre un sonoro piacevole nell’intima ricerca di una traccia mentore selettivo che dà conforto. Spesso il silenzio è la condizione ideale per trovare un equilibrio, oggi è raro ascoltare il silenzio.. oggi non c’è più equilibrio.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 giugno 2009 )
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