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Un arte profonda che sprigiona scintille |
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Scritto da Paolo De Matthaeis
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mercoledì 03 giugno 2009 |
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Un quadro raffinato è Der Tod und das Maedchen op. 14 (La morte e la fanciulla) di Schubert, amoroso corteggiamento tra la giovinezza e la Natura in un'alternanza di inseguime nti e civetterie. Il Quartetto Borodin interpreta l'opera con abilità ed equilibrio, in armonia con la passione e la "resignazione" fatta di un materiale tematico delicato ed elegante. Affettuose effusioni si cercano in un giuoco seduttivo e appassionante che lascia senza fiato passando dalla spensieratezza alla consapevolezza del riposo. Il seguito lo scrive Schumann nel Quintetto in Mi bemolle maggiore op. 44. Richter al pianoforte riesce ad ordinare un infinito sognato celebrando la passione sbocciata tra gli eroi amanti, che solo il destino parrebbe ridurre finalmente insieme. "In modo di una marcia" si arriva ad un crepuscolo divino avvolti da una quiete surreale, incatenati da un corpo ed una forma che consacra gli interpreti mentori sublimi di un'arte profonda, capace di sprigionare scintille e fiamme in un solo concerto per piano ed archi. Passione e tempesta vibrano con le corde del Quartetto Borodin, in un appassionante racconto fatto d'intese ed intensi frammenti melodici strappati alle farfalle e alle visioni romantiche senza il limite dell'immaginazione. Richter alimenta il sogno con il suo pianismo eroico, poeta sublime nel tentativo di vincere il Tempo e la Natura delle cose, persino la Morte. Coraggioso, ardito, cosmico ma mortale, perciocché la Natura sembra riprendersi il di lei figlio bisbigliandogli dolci parole per farlo addormentare in un tenero abbraccio. Paolo De Matthaeis – Suonare News, mar. 09
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 03 giugno 2009 )
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